Pododermatite nel gatto: sintomi, cause e
cura dei cuscinetti gonfi
Introduzione.
La pododermatite nel gatto è una malattia che colpisce i cuscinetti delle zampe e può provocare gonfiore, arrossamento e dolore durante la deambulazione.
I cuscinetti delle zampe del gatto sono strutture delicate ma fondamentali per la sua mobilità e il suo benessere. Quando diventano gonfi, molli o cambiano colore può essere il segnale di una patologia chiamata pododermatite felina.
Tra le forme più caratteristiche c’è la pododermatite plasmacellulare felina, una malattia relativamente rara ma facilmente riconoscibile quando si manifesta.
In questo articolo vediamo come riconoscere la pododermatite nel gatto, quali sono le cause più comuni e quando è necessario rivolgersi al veterinario.
Premessa: cos'è la Pododermatite plasmacellulare felina?
La pododermatite plasmacellulare felina è una patologia infiammatoria che colpisce i cuscinetti delle zampe del gatto. I cuscinetti diventano gonfi, morbidi e talvolta violacei. In alcuni casi possono comparire ulcerazioni o sanguinamenti. La malattia è relativamente rara ma può essere molto evidente quando si manifesta. La pododermatite è un’infiammazione che colpisce i cuscinetti plantari del gatto.
Nel caso della pododermatite plasmacellulare felina, i cuscinetti diventano:
- gonfi;
- morbidi al tatto;
- di colore violaceo o rossastro.
In alcuni casi possono comparire ulcerazioni o piccole ferite che rendono doloroso l’appoggio della zampa.
Sintomi della Pododermatite felina.
I segni clinici possono variare da gatto a gatto, ma i più comuni sono:
- cuscinetti gonfi;
- cuscinetti molto morbidi;
- colore violaceo dei cuscinetti;
- piccole ulcerazioni;
- zoppia o difficoltà nel camminare;
- leccamento insistente delle zampe.
Spesso il proprietario si accorge del problema proprio osservando un cambiamento evidente nell’aspetto dei cuscinetti.
Le possibili cause.
La causa precisa della pododermatite plasmacellulare non è ancora completamente chiarita.
Si ritiene che possa essere legata a:
- alterazioni del sistema immunitario;
- infezioni virali come FIV;
- processi infiammatori cronici.
In alcuni casi la malattia può comparire senza una causa evidente.
Il caso di Noè.
Dopo aver accuratamente esaminato due marcate tumefazioni, soffici e spugnose, con eritema, del cuscinetto plantare nella zampa destra di Noè, un Maine Coon maestoso e affascinante, rivestito di una folta e morbida peluria il quale, coricato sul fianco sinistro, ora si beava delle carezze da parte della padrona, la dott.ssa Francini non ebbe dubbi: “Cara signora, purtroppo Noè soffre di una pododermatite plasmacellulare, una rara malattia infiammatoria che colpisce appunto i cuscinetti plantari. Se non viene curata in tempo può portare ad ulcere dolorose e ferite con conseguente sanguinamento e zoppia”
Sig.ra Ginevra: “Se è per questo, qualche volta, ultimamente, mi è sembrato che zoppicasse il mio Noè. Però a questo non ho dato molto peso. È qualcosa di grave?”.
Dott.ssa Francini: “Per il momento questa patologia ha colpito solo una zampa. Però occorre intervenire e curarla, altrimenti può estendersi ulteriormente”.
Sig.ra Ginevra: “Mi parlate di cuscinetti…. ma cosa sono?!”
Dott.ssa Francini: “Vede, il cuscinetto è questa piccola zona adiposa, cioè riempita di grasso, collocata sulla pianta di tutte e quattro le zampe del gatto, che è simile ad un soffice gommino, che aumentando la superficie di appoggio serve a proteggere gli arti, sostenendo il gatto nei suoi movimenti (salti, corsa ecc.). In effetti questi cuscinetti, riempiti di grasso, fanno da ammortizzatore, riducendo l’attrito tra le zampe e il terreno, soprattutto nel caso di un atterraggio, ma rende anche silenziosi o felpati i suoi passi. Sono dotati inoltre di ghiandole sudoripare, che consentono al gatto di marcare il territorio e quando sono stressati di manifestare segnali di disagio lasciando impronte umide. Infine hanno anche la funzione di rivelare la personalità, diciamo così, di un felino. I cuscinetti possono assumere varie forme (a cuore, a orsetto, forma triangolare, a montagna). Mi sembra che in Noè siano a forma di cuore e questo ci dice che si mostri soprattutto affettuoso e amichevole”.
Sig.ra Ginevra: “E’ proprio vero. In tal senso è proprio un amore, il mio Noè. Ma cosa gli ha provocato questa malattia?”
Dott.ssa Francini: “La causa – del resto come per altre patologie – è sconosciuta, o almeno non è chiara. Da esperimenti fatti, avendo avuto una felice risposta alla terapia immunomodulatrice, con cui si è ottenuta un riequilibrio della risposta immunitaria, si è pensato che questa malattia sia dovuta ad una disfunzione del sistema immunitario. Quindi questa patologia sarebbe causata da un processo infiammatorio, attivato dall’infiltrazione delle plasmacellule (linfociti) nel cuscinetto plantare del gatto, che genera aumento di volume, rammollimento, assunzione di una colorazione violacea, con formazione di strie, come abbiamo visto sia accaduto a Noè. Per questo si pensa che la pododermatite sia da collegarsi ad una malattia virale, come la FIV (da studi si è rilevato che il 44/63% dei gatti con pododermatite era positivo al FIV) cioè il virus dell’immunodeficienza felina, e al virus della insufficienza felina FELV. Inoltre può essere collegata a cause allergiche”.
Sig.ra Ginevra: “Quindi per curarla c’è bisogno di qualche esame più approfondito”.
Dott.ssa Francini: “Anche se i segni clinici sono chiari, per escludere collegamenti con altre malattie, oltre ai soliti esami ematologici, biochimici e l’analisi delle urine, sarebbe opportuno eseguire l’esame sierologico, per escludere l’associazione con la FIV, e un esame citologico, accompagnato o meno a seconda delle necessità da un esame istopatologico. Solo così è possibile formulare una diagnosi completa e definitiva”.
Sig.ra Ginevra: “Quindi si può curare. In che consiste la cura?”
Dott.ssa Francini: “Come ho accennato prima, per risolvere le tumefazioni del cuscinetto plantare della zampa di Noè, occorre una terapia immunomodulatrice, unita, se è presente un’infezione, ad un trattamento antibatterico. Alcuni suggeriscono di fare una una exèresi (asportazione) chirurgica, quando le lesioni sono molto gravi, ulcerate e dolenti. Tuttavia credo che, per ora, non sia il caso di Noè”.
Non era la sig.ra Ginevra quella che qualche tempo dopo attraversò la soglia dell’ambulatorio per sbucare sul marciapiede affollato di passanti frettolosi. Ma a costoro sembrò l’apparizione di un piccolo re, che avvolto in un maestoso, folto e bianco mantello, veniva portato su un trono mobile dalle braccia affettuose della sua proprietaria.
Come si diagnostica la Pododermatite.
La diagnosi viene effettuata dal veterinario attraverso:
- visita clinica;
- esame citologico o istologico;
- eventuali esami del sangue;
- test per malattie virali come FIV o FeLV;
Una diagnosi corretta è fondamentale per distinguere la pododermatite da altre malattie dermatologiche del gatto.
Come si cura la Pododermatite nel gatto.
Il trattamento dipende dalla gravità del quadro clinico. Le terapie possono includere:
- antibiotici;
- farmaci immunomodulatori;
- corticosteroidi;
- monitoraggio clinico nel tempo;
Nella maggior parte dei casi, con la terapia adeguata la prognosi è buona.
Quando è necessario consultare il veterinario.
Se il gatto presenta cuscinetti gonfi, arrossati o doloranti, è sempre consigliabile una valutazione veterinaria.
Una diagnosi precoce permette di impostare la terapia più adatta ed evitare complicazioni.
Conclusione
La pododermatite plasmacellulare felina è una patologia poco comune ma facilmente riconoscibile quando si manifesta. Osservare attentamente le zampe del proprio gatto e intervenire tempestivamente è fondamentale per garantire il suo benessere.
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