Criptococcosi nel cane: sintomi, diagnosi e terapia
La criptococcosi nel cane è una malattia infettiva causata da un fungo del genere Cryptococcus. Si tratta di una patologia relativamente rara ma potenzialmente grave, che può colpire diversi organi dell’animale.
Il cane si infetta generalmente attraverso l’inalazione delle spore fungine presenti nell’ambiente, spesso associate a terreni contaminati o a escrementi di uccelli.
Riconoscere precocemente i segni della malattia è fondamentale per impostare una terapia efficace.
Cos'è la criptococcosi nel cane
La Criptococcosi è una micosi sistemica, cioè un’infezione fungina che può interessare diversi tessuti dell’organismo.
Nel cane la malattia colpisce più frequentemente:
- cavità nasali;
- cute;
- sistema nervoso centrale;
- occhi.
Il fungo responsabile più comune è Cryptococcus neoformans, presente in molti ambienti naturali.
Sintomi della criptococcosi felina
I segni clinici possono variare molto in base agli organi coinvolti.
Tra i sintomi più frequenti troviamo:
- secrezione nasale persistente;
- gonfiore del naso o del muso;
- lesioni cutanee o noduli;
- difficoltà respiratoria;
- sintomi neurologici;
- dimagrimento e letargia.
In alcuni casi la malattia può evolvere lentamente, rendendo la diagnosi iniziale più complessa.
Come avviene il contagio
Il cane si infetta generalmente inalando le spore del fungo presenti nell’ambiente.
Queste possono essere presenti in:
- terreno contaminato;
- polvere;
- escrementi di piccioni o altri uccelli.
Una volta inalato, il fungo può rimanere localizzato nelle cavità nasali oppure diffondersi ad altri organi.
Il caso di Alba
Di seguito si espone il caso di Alba, una giovane cagnolina abituata alle sue passeggiate nel parco.
Sig. Luciano: “Che le succede ad Alba, dott.ssa? Sono due giorni che è inappetente e fatica a respirare e mostra una certa letargia”.
Dott.ssa Francini: “Così a prima vista non saprei. Occorre indagare. Innanzitutto, prima di passare ad un esame specifico, proviamo a ricostruire come ha passato le giornate in questa ultima settimana, cosa ha mangiato, dove l’avete portata e quali incontri avete fatto. Le informazioni che mi darete saranno molto utili”.
Sig. Luciano: “Sono state le solite giornate, niente di speciale. Siccome c’era un sole primaverile, ho ripreso a portarla in una pineta vicino casa. Ci voleva proprio, dopo un freddo invernale mai così rigido. Lì abbiamo goduto del calore dei raggi e respirare a pieni polmoni un’aria frizzantina e leggera. Ah, dimenticavo, eravamo circondati da piccioni che svolazzavano intorno e su di noi, con il loro tubare assordante, ma non per me fastidioso”.
Dott.ssa Francini: “Chissà che allora Alba, andando a caccia dei piccioni o scavando nella terra, contaminata da escrementi di volatili, in particolare di piccioni, non sia venuta a contatto con le loro deiezioni. Anzi direi che sia stato inevitabile, dato il luogo dove vi trovavate, inalare le spore prodotte negli escrementi di questi uccelli, disseminate nell’aria”.
Sig. Luciano: “Sono stupito, perché sembra che ormai non ci si può fidare nemmeno dell’aria profumata che si può respirare in una pineta verdeggiante e rigogliosa. Ma quale sarebbe il nesso tra l’eventuale inalazione delle spore con la malattia di Alba?”.
Dott.ssa Francini: “Purtroppo la malattia si sviluppa aspirando i funghi capsulati che si annidano sotto forma di spore negli escrementi degli uccelli, in particolare dei piccioni. L’inalazione provoca così la criptococcòsi, in questo caso detto criptococcus neoformans, che agisce in ambito urbano, causata da un microrganismo, che vive però nascosto (cripto) nel profondo del suolo e degli escrementi, in particolare del piccione guano- e fino a due anni rimangono vivi e contagiosi. Un diverso tipo di criptococcus è quello denominato criptococcus gattii che è più frequente in aree rurali. Per questo viene associato soprattutto ad alberi, specialmente l’eucalipto, il quale è causa probabile della malattia negli ospiti immunocompetenti, cioè che hanno il sistema immunitario in salute”.
Sig. Luciano: “Mi sta dicendo che Alba è stata colpita da questa malattia? Ma è sicuro?”
Dott.ssa Francini: “Non dico che sia sicuro. Da quello che mi avete detto e dai sintomi che manifesta Alba è più che probabile che lo sia. Comunque la certezza ce la potrà dare solamente una serie di esami specifici”.
Sig. Luciano: “Doveva proprio capitare a me questo guaio. Chissà che sofferenza per la mia povera cucciola”.
Dott.ssa Francini: “In effetti questa malattia è più diffusa tra i gatti che tra i cani. Si trasmette anche tra i bovini, cavalli, pecore, capre, animali selvatici e altri tipi di volatili ed è soprattutto pericoloso per i soggetti immunodepressi. Nel cane la criptococcosi colpisce il sistema respiratorio – come sembra che sia accaduto in Alba - il sistema nervoso centrale, i polmoni, gli occhi, la pelle in particolare del viso e del collo, i reni, la milza, il fegato, la tiroide, il pancreas, le ossa, il tratto gastrointestinale, il miocardio, la prostata ed altri organi ancora.
Sig. Luciano: “Addirittura è così’ totalizzante questa malattia!? Non risparmia nessun organo. Ma come avviene questa specie di invasione?”
Dott.ssa Francini: “Appunto con l’inalazione delle spore infettive il criptococco invade il sistema respiratorio e producendo lesioni o granulomi (una conformazione di tessuto di natura infiammatoria) viaggia attraverso il corpo attaccando il sistema nervoso centrale, quello digestivo e tutti gli altri organi suddetti”.
Sig. Luciano: “Mi sembra molto difficile accorgerci di questa patologia (è accaduto appunto a me con Alba) Come si può prevenirla ? E poi, è contagiosa?
Dott.ssa Francini: “E’ facile e difficile insieme la prevenzione. In effetti non sempre i sintomi sono chiari. Spesso sono modesti e vaghi. La sintomatologia è varia a seconda della sede in cui si è annidata il criptococcus..Non sto qui a farne l’elenco, sarebbe troppo lungo, in quanto i siti focali di disseminazione sono molteplici. Comunque pongo l’attenzione sulla infezione polmonare e sulla meningite criptococcica. Questa forma di criptococcosi sembra la più diagnosticata e colpisce il cervello e le meningi, causando sintomi piuttosto vaghi (cefalea, stato confusionale, visione annebbiata, depressione, agitazione ed altri alterati comportamenti) e sintomi più seri (come convulsioni, cecità)
Sig. Luciano: “ E’ proprio un Killer la criptococcosi !”
Dott.ssa Francini: “In effetti se la malattia è in stato avanzato resta poco da fare. Ma potete tranquillizzarvi. Non credo che sia il caso di Alba. L’ter operativo si svilupperà in questo modo: visita generale, prelievi di campioni di tessuto per eseguire un esame bioptico, quindi cura del cane su base di farmaci antifungini per 6/12 mesi se la malattia è lieve e ancora allo stato iniziale. Altrimenti è necessario un ricovero”
Sig. Luciano: “Ahimé, si prospetta una cura lunga!”
Dott.ssa Francini: “Purtroppo ci vuole tempo per guarire e la vostra collaborazione, continua e amorevole, risulterà molto preziosa. In conclusione l’insegnamento che possiamo trarre dalla vostra esperienza è quello di fare in modo che un cane non entri in contatto con zone e luoghi dove vi possono essere molti piccioni. Importante soprattutto è mantenere l’ambiente, in cui il cane vive, pulito, asciutto, poiché è nell’umidità che si sviluppa il fungo, e ventilato, perché l’accumulo di eventuali spore sia ridotto al minimo. Infine questa malattia non è contagiosa per l’uomo, ma il cane o il gatto possono contaminarsi se vengono a contatto diretto con soggetti infetti”.
Sig. Luciano: “Purtroppo non sarà facile rinunciare ad immergersi nel verde di un’attraente e verdeggiante pineta. Cercherò di stare più attento”.
Un colpo improvviso di tosse di Alba spostò finalmente e definitivamente l’attenzione dei due dialoganti su di lei, che, accovacciata sul lettino, li fissava con occhi imploranti.
Il caso di Alba rappresenta un esempio concreto di come questa malattia possa manifestarsi e di quanto sia importante una diagnosi precoce.
Attraverso gli esami diagnostici appropriati è stato possibile identificare l’infezione fungina e impostare il trattamento più adatto.
Diagnosi della criptococcosi
La diagnosi della criptococcosi può richiedere diversi esami, tra cui:
- citologia o biopsia delle lesioni;
- test antigenico per Cryptococcus;
- esami del sangue;
- diagnostica per immagini.
Una diagnosi corretta è fondamentale per distinguere la criptococcosi da altre malattie respiratorie o dermatologiche del cane.
Come si cura la criptococcosi nel gatto
Il trattamento prevede generalmente una terapia antifungina prolungata, che può durare diversi mesi.
I farmaci più utilizzati includono antifungini sistemici, scelti in base alla gravità del caso e agli organi coinvolti.
Con una diagnosi precoce e una terapia adeguata, molti gatti possono avere una buona prognosi.
Quando rivolgersi al veterinario
Se il gatto presenta secrezione nasale persistente, gonfiore del muso o lesioni cutanee insolite, è sempre consigliabile una valutazione veterinaria.
Una visita tempestiva consente di individuare precocemente eventuali infezioni e impostare il trattamento più appropriato.
Per alcuni gatti particolarmente sensibili allo stress degli spostamenti può essere utile valutare anche una visita veterinaria a domicilio a Milano, che consente di effettuare una prima valutazione direttamente nell’ambiente domestico.
Conclusione
La criptococcosi nel cane è una patologia relativamente rara ma potenzialmente seria, che può manifestarsi con sintomi molto diversi tra loro. Proprio per questo motivo è fondamentale non sottovalutare segni come secrezioni nasali persistenti, gonfiori del muso o lesioni cutanee insolite.
Una diagnosi precoce e una corretta impostazione della terapia possono fare una grande differenza nel decorso della malattia e nella qualità di vita dell’animale.
Se il tuo gatto presenta sintomi sospetti o se desideri un parere veterinario qualificato, puoi rivolgerti alla Dott.ssa Irene Francini, medico veterinario con particolare esperienza nella diagnosi e gestione delle patologie internistiche e dermatologiche del cane e del gatto.
La Dott.ssa Francini effettua visite veterinarie a domicilio a Milano e provincia, permettendo di valutare l’animale direttamente nel suo ambiente domestico, riducendo lo stress legato agli spostamenti e garantendo una valutazione clinica accurata.
In caso di dubbi o per prenotare una visita, non esitare a contattarla: una consulenza tempestiva è spesso il primo passo per proteggere la salute del tuo animale.
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